FONDO NAZIONALE PER LA MONTAGNA in arrivo il RIPARTO alle REGIONI le raccomandazioni e i consigli di RETE ITALIA

Facciamo riferimento ad un interessante post pubblicato sul profilo Linkedin di Marco BUSSONE, Presidente Uncem (che riportiamo in calce al presente articolo) in merito al Fondo di 100 milioni di euro previsti nella Legge di Bilancio 2022, che raddoppierà dal 2023, a favore della Montagna e all’utilizzo che sarà effettuato di questi danari pubblici.

I Settori “Sicurezza del Territorio, Energia Green, Eccellenze Territoriali Distretti Produttivi Turistici” del Network di “Rete Italia”, condividono quanto riportato nel post del presidente Uncem, Marco Bussone, proponendo alcune riflessioni e raccomandazioni.

Un bene per la montagna poter contare su risorse economiche che – se mantenute tali fino al 2026 – porterebbero un beneficio di 800 milioni di euro. Un unico dubbio: Ma la UE c’è li darà tutti? Noi ci auguriamo di si, anche se – a parere di alcuni – mancherebbe una visione generale di fondo, ovvero quella di non distribuire denaro pubblico (per l’ennesima volta?) in modo lineare e senza una visione integrata interregionale (non regionale e nazionale). Qualunque investimento in montagna (viene raccomandato) deve essere legato alla vita e al lavoro di uomini e donne residenti, impegnandolo obbligatoriamente in attività anche sociali, civili, multilaterali e multifunzionali e non in “cose” e beni immobili privati. Meglio asili, scuole, welfare integrato, strade, viabilità pubblica, sicurezza idrogeologica, come occupazione e non SOLO come intervento strutturale e strumentale.

Come Rete Italia e Coordinamento Nazionale Alluvionati e Terremotati Italiani, abbiamo già lanciato nel 2019 un progetto integrato diffuso di rivitalizzazione delle zone vulnerabili da nord a sud, con una visione mirata alla occupazione con reddito da lavoro sociale e civile per tutti. Un reddito da lavoro e non assistenziale quando la stessa attività individuale o collettiva svolge funzione pubblico sociale di presidio e di prevenzione danni ulteriori. Il lavoro c’è già, mancano gli occupati residenziali e con aggiunta una retribuzione di sostegno a fronte di un lavoro pratico visibile….

Grazie.

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questo il testo integrale del Post del Presidente Uncem Marco Bussone:

FONDO NAZIONALE MONTAGNA, IN ARRIVO IL RIPARTO ALLE REGIONI – E POI A UNIONI, COMUNITA’, COMUNI MONTANI – DI 110 MILIONI DI EURO
Sono 110 milioni di euro nel Fondo nazionale Montagna 2022. 110 milioni che il Dipartimento per gli Affari regionale e le Autonomie, guidato da Ermenegilda Siniscalchi, con il Direttore Giovanni Vetritto, su mandato della Ministra MariaStella Gelmini, andrà a ripartire alle Regioni nelle prossime settimane. E da qui, le Regioni li investiranno con i Comuni, le Unioni montane, le Comunità montane. Consentiranno diverse progettualità, dalla creazione di Green Communities, a nuovi impianti con fonti rinnovabili, da interventi per ridurre il rischio idrogeologico a progetti per le filiere forestali. Ma anche infrastrutture digitali, contro il digital divide dei territori, e riorganizzazione dei servizi, come previsto dalla Strategia nazionale Aree interne.

Il fondo di 100 milioni è stato previsto dalla legge di bilancio statale 2022. Si aggiungono alcune annualità precedenti, con risorse economiche non ancora spese. Dal 2023, il fondo passa a 200 milioni. Un importante risultato secondo Uncem, al quale abbiamo contribuito. Ringraziamo la Ministra Gelmini, insieme con tutti i Parlamentari che in Parlamento hanno lavorato sulla legge di bilancio per portare il fondo montagna nazionale a 100 milioni nel 2022 e raddoppiarlo nel 2023. Ora dobbiamo lavorare superando campanilismi e frammentazioni, rafforzando il sistema istituzionale, come più volte abbiamo detto nel corso degli Stati generali della Montagna del 2019 e del 2020. Dar forza agli Enti sovracomunali montani, come già hanno fatto Francia e Germania, permette di incontrare i bisogni delle comunità e investire bene risorse economiche disponibili, fondo nazionale montagna e PNRR, oltre che risorse della nuova Programmazione europea. Un lavoro importante, enorme. Che richiede Enti solidi, sussidiarietà tra Stato, Regioni, Autonomie, come sancito dalla Costituzione, all’articolo 44 e nel Titolo V. Ma anche una capacità politica nuova, unita a progettualità, visione, strategie per stare nella transizione ecologica ed energetica. La montagna ne è protagonista.

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