PROTESI DIFETTOSE SEGNALATI NUOVI CASI

PROTESI DIFETTOSE SEGNALATI NUOVI CASI 
LA AEC HA DA TEMPO AVVIATO LA PREPARAZIONE DI UNA CLASS ACTION CONTRO LA JOHNSON & JOHNSON DEPUY QUALORA NON VENISSERO RICONOSCIUTI I DANNI AI PAZIENTI ASSOCIATI, ORA ASPETTA I NUOVI RISCONTRI PER TRARRE LE DOVUTE CONCLUSIONI.

La Azione Legale Collettiva è una inevitabile conseguenza qualora non siano riconosciuti i danni subiti dai pazienti a causa delle protesi difettose loro applicate. I contatti con i funzionari e i legali  della DePuy, azienda statunitense del colosso Johnson & Johnson, sono stati avviati da tempo dopo che numerosi pazienti da tutta Italia si sono rivolti al nostro Eurosportello di Abano Terme. Ora siamo nella fase evolutiva finale, in attesa degli ultimi accordi. La nostra Associazione attende, anche se al suo interno molti fremono e sarebbero propensi ad avviare in fretta una Class Action anche all’estero per aiutare i cittadini che hanno subito un autoprotesi all’anca con i prodotti difettosi.

Nel frattempo, in questo ultimo periodo (marzo/Aprile 2014) sono arrivate in sede Aec diverse segnalazioni di possibili NUOVO CASI DI PROTESI DIFETTOSE, non solamente all’anca e non è ancora chiaro di quale Azienda produttrice si tratti.

In Friuli, ad esempio, alcuni nostri associati sono stati richiamati dalle Aziende Sanitarie per sottoporsi periodicamente agli esami per appurare il grado di tossicitá presente nel sangue, preludio di un percorso già avviato nel 2010.  Solo che stavolta le protesi sarebbero state costruite DOPO il ritiro delle precedenti, fatto questo che lascia ulteriormente perplessi.

Sulla base di una procedura ormai consolidata che sta portando i giusti risultati, la AEC EUROPA ITALIA tramite il proprio gruppo di tecnici e legali, sta monitorando la situazione e a breve saremo pronti ad avviare le giuste azioni informative, preventive e di tutela collettiva.

Ma come è nata questa vicenda?

L’azienda farmaceutica anglo/statunitense ha dichiarato ancora il 24 agosto del 2010, di voler ritirare volontariamente dal mercato tutti i prodotti del modello identificato con la sigla ASR: cioè le protesi di rivestimento ASR e il sistema acetabolare ASR XL. Ha quindi invitato le Aziende Sanitarie Italiane a raccomandare ai cittadini degli esami di controllo, ipotizzando anche la necessità di una rimozione e un conseguente nuovo impianto di protesi.
Sulla base di questa richiesta di sicurezza, il Ministero della salute provvedeva a pubblicare l’annuncio sul suo sito il 31 agosto 2010, e contemporaneamente dava informazione ai chirurghi ortopedici, alle strutture ospedaliere italiane pubbliche, private ed accreditate che si sarebbero potuti verificare «scollamenti delle componenti, sacche di liquido, dislocazione, sensibilizzazione al metallo e dolore». 
  Invitava pertanto i pazienti che avevano subito questo intervento a recarsi dal medico di fiducia per controllare la provenienza dell’impianto e il livello di cobalto nel sangue. Queste protesi di rivestimento e il sistema acetabolare sono stati impiantati a pazienti italiani a partire dal marzo 2004.
 In tutto il mondo, DePuy ha venduto circa 93 mila sistemi ASR. In Italia, più di 4.500 a oltre 200 strutture ospedaliere.  
 I pazienti a questo punto dovrebbero essere stati contattati tutti ed essere tenuti monitorati. Questo potenziale danno per la salute del cittadino potrebbe manifestarsi in qualsiasi momento. Considerando il fatto che gran parte delle protesi è stata impiantata in persone di età medio alta, temporeggiare e prolungare i tempi di controllo gioca certamente a favore della casa farmaceutica, che in questo modo si troverebbe a risarcire il danno solamente ai pazienti che ne faranno richiesta DOPO aver riscontrato il problema e rimosso la protesi, sostituendola con una ritenuta più sicura. NON POSSIAMO ATTENDERE CHE I PAZIENTI MUOIANO PER BUONA PACE DEL BILANCIO DELLA JOHNSON &JOHNSON AVVIAMO DA SUBITO LA RICHIESTA DANNI E, SE NON LIQUIDATI, UNA CLASS ACTION PER TUTELARE I CITTADINI.

 Un pool di legali italiani ed esteri è a disposizione per perorare la causa dei pazienti che vorranno unirsi in questa azione e sono pronti a portare avanti le richieste risarcitorie in forma collettiva.
  
Per aderire invia una e-mail eurosportello@aeceuropa.eu
questi argomenti sono trattati nei sostri siti
http://www.aeceuropa.eu/Class_Action_Jhonson_e_Jhonson.htm
https://aeceuropa.wordpress.com/

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